Martedì, Agosto 25, 2009

L’ABC dello zoofilo

arca.jpg Dopo quanto tempo dalla nascita è meglio prendere un cane? È obbligatorio il microchip per tutti i cani? Quali sono le disposizioni in vigore per poter viaggiare all’estero con i nostri animali domestici? Quali diritti hanno i gatti che vivono in libertà? Quanti animali si possono tenere in un appartamento? E quali sono i doveri nei confronti degli animali che vivono con noi? A chi dobbiamo rivolgerci se assistiamo a un maltrattamento? Questo volume è un abbecedario zoofilo, che attraverso cinquanta voci (da “abbandono” a “zoo”) offre le risposte a tutte le più importanti domande che la vicinanza degli animali suscita quotidianamente.

Siamo tutti sulla stessa arca. L’abbecedario dello zoofilo
Alessandro Paronuzzi
Nuovi Equilibri
pagg 112
euro 12,00

Martedì, Agosto 11, 2009

Intelligenze canine

dogiq.jpg Il concetto di ‘intelligenza’, riferito ad un animale, è sempre sdrucciolevole. Ognuno di noi, d’altro canto, è convinto che il proprio cane ne sia provvisto, valutando la sua intelligenza atraverso parametri che possono essere corretti o invece, assolutamente arbitrari. A venirci in aiuto c’è oggi un recente studio elaborato dall’etologo Stanley Coren della University of British Columbia in Canada. I criteri di valutazioni sono riferiti a diversi tipi di ‘intelligenza’: quella istintiva che il cane ha di suo dalla nascita, quella adattiva che equivale a quanto è bravo un cane ad imparare dall’ambiente intorno a lui per risolvere problemi, infine quella funzionale e di ubbidienza (l’equivalente dell’apprendimento scolastico).
I risultati ci dicono che le capacità mentali dei cani possono essere equiparate quelle di un essere umano di due anni e mezzo: come un bimbo di quell’età i cani possono apprendere fino a 250 parole, contare fino a 5, valutare l’ambiente circostante ed elaborare i comportamenti adatti alle esigenze che esso impone. Nell’evenienza sanno anche mettere zampa ad un chiavistello e aprire un uscio senza l’intervento del loro padrone.
Come gli umani, anche per i cani, il livello di intelligenza varia da esemplare a esemplare e da razza a razza. La classifica elaborata da Stanley Coren ci dice che i più naturalmente dotati sono i Border collie, al secondo posto c’è il barboncino e (solo?) al terzo troviamo il Pastore Tedesco. Intelligenza articolata e talvolta, come la nostra, ricca di malizie: se mai avete avuto il sospetto che talvolta il vostro cane si stesse prendendo gioco di voi, sappiate che è esattamente così: anche loro conoscono e sanno apprezzare la sofisticata arte dell’inganno e della dissimulazione

Buon appetito 1

food.jpg Che il momento del pasto, per i nostri amici a quatrozampe, sia importante non è certo una scoperta e sicuramente molti di voi lo affrontano con cura e coscienza delle loro esigenze alimentari. Ma qui siamo nel campo della dietetica, materia che rischia di rimanere fredda se non viene arricchita da quella cura in più che può offrire al cane anche la gratificazione del gusto oltre alla salubrità del pasto.
In giro per la rete le ricette ad hoc sono tante e per questa volta vi suggeriamo quella presentata nel sito
http://www.italianbulldog.it.
Parliamo di biscotti. Di biscotti premio, quelli che potete offrire a ricompensa di un allenamento ben eseguito o semplicemente per dimostrare la vostra gratitudine per l’insostituibile compagnia che i cani sanno offrirci.

Ingredienti
120 gr di farina di soia
60 gr di farina di mais
120 gr di semi di zucca o girasole
1 cucchiaino di polvere di aglio
1 cucchiaino di polvere di calcio
1 cucchiaino di lievito di birra
2 cucchiai di olio di semi (mais o girasole)
50 gr di miele liquido
2 uova sbattute con 60 ml di latte
1 vasetto di yogurt intero
un pizzico di sale marino

Preparazione
Impastare le farine unendo i semi di zucca o di girasole, le polveri (aglio, calcio e lievito di birra) quindi aggiungete l’olio, il miele e le uova precedentemente sbattute con il latte, lasciandone un paio di cucchiai che userete per spennellare i biscotti prima di infornare.Unite lo yogurt e impastare il tutto.Se l’impasto fosse troppo denso aggiungete un po’ di latte.Lasciate riposare per circa 30 minuti.Stendete poi con uno spessore di circa 1 cm, tagliate nella forma che più vi piace, spennellateli con l’uovo e il latte che avevate avanzato.Infornate a 180°C per circa 30 minuti (finché non saranno dorati).Per renderli più croccanti, una volta cotti, lasciateli nel forno spento con lo sportello semi-aperto.Chiudeteli in un contenitore ermetico per conservarne la fragranza.

Bay dog

canilenews.jpg Giuseppe ha quattro anni e quando sarà un po’ più grande potrà raccontare di Bonnie che gli ha salvato la vita, evitando che annegasse nelle acque di Positano. Bonnie è un labrador e insieme ad altri cani forma la squadra di soccorso che ogni anno fa risparmiare dolori e necrologi a noi umani. Sono i cani bagnino della Scuola Italiana Cani Salvataggio, una parte di loro, appartiene alla sezione Tirreno e opera in collaborazione con la Croce Rossa, la Protezione Civile e l’Aeronautica Militare. Per frequentare i corsi occorre avere una buona stazza (almeno trenta chili), le zampe palmate come quelle dei Terranova o dei Labrador (ma anche i Golden Retriever si stanno preparando ad essere operativi) e una buona pratica di nuoto e soccorso, svolta naturalemente a stretto contatto degli addestratori. Un buon cane-bagnino diventa tale dopo tre anni di corso, ma alla fine degli ’studi’ saprà intervenire in ogni situazione, tufandosi finanche dagli elicotteri, se questo fosse necessario. Mare o montagna c’è sempre una creatura a quattro zampe che si occupa della nostra incolumità: e loro possono dire lo stesso di noi? Temiamo di no.

Lunedì, Agosto 10, 2009

Chi si cura dei randagi?

cane_malato.jpg Tenetevi a mente questo indirizzo, perché qui troverete tutte le informazioni su un’iniziativa preziosa e necessaria che un gruppo do veterinari anconetani, coordinati dal dott. Luca Giovagnoli sta cercando faticosamente di portare a compimento. Si tratta della prima clinica dedicata esclusivamente agli animali randagi, un progetto chiamato Vet Rescue e ancora in fase di allestimento. Diciamo ancora, perché la raccolta dei fondi necessari a dare vita a questa struttura non ha raggiunto il suo obiettivo e, nonostante la mobilitazione (veicolata anche da un’apposita pagina su Facebook), le offerte latitano.
La clinica vorrebbe diventare un punto di riferimento per tutta Italia, creando un importante precedente che potrebbe essere replicato in altre zone del paese.
La donazione minima è di 35 euro e a tutti i sottoscrittori, lo staff del dott. Giovagnoli garantisce il programma vaccinale di base, per un anno, per il proprio animale domestico, più una visita di controllo annuale gratuita.
Non c’è molto altro da dire, se non mettere mano al portafogli e contribuire a questo progetto che potrebbe salvare direttamente e indirettamente molte vite, quelle stesse per le quali mostriamo sincera preoccupazione ogniqualvolta leggiamo di animali abbandonati in autostrada o branchi di cani randagi abbandonati a loro stessi.
Uomo avvisato, cane salvato.

Non ditelo alle lepri

beagle_pup.jpg Mah….c’è sempre qualcosa che non quadra, per quanto ci sforzi a comprenderne il senso. Ci riferiamo alla quinta edizione del Beagle Social Day, manifestazione dedicata a questa particolare razza di cani utilizzata nell’attività venatoria.
Questo concorso (premiata bellezza e abilità) avrà luogo il prossimo 6 settembre presso la struttura dell’Allevamento Beagle Etruria Cura di Vetralla in provincia di Viterbo e vedrà la partecipazione di beagle provenienti da tutta Italia.
Al momento non sappiamo se i frequentatoti di questo sito abbiano tra i propri passatempi anche quello della caccia, ma detta francamente, a noi l’idea che si possa andare in giro a sparare a degli animali, proprio non ci sfagiola. Sì è vero, il cacciatore ecologista saprà spiegarci come la sua attività sia importante per mantenere l’equilibrio della fauna selvatica, ma si tratta pur sempre di un equilibrio antropocentrico o antroporeferenziale (perdonate questo orrendo neologismo). Rimaniamo convinti che quaglie, lepri, cinghiali e altri animali farebbero volentieri a meno di questa forma di zelo ecologico imposto a colpi di doppietta e correndo il rischio di far la figura dei musoni e bacchettoni, non possiamo esprimere il vago disagio che ci assale nell’apprendere di un concorso dedicato a bestie addestrate a dare la caccia ad altre bestie. Non ci sempra proprio carino, tutto qui.

Giochi da cani

50-giochi-con-il-tuo-cane.jpg I cani amano giocare e il gioco mantiene viva la loro energia e la loro gioia di vivere anche quando invecchiano. Questo volume propone moltissimi giochi per qualsiasi tipo di cane, dal cucciolo al cane anziano, e suggerisce diversi oggetti per far esercitare gli animali sfruttando il naturale istinto della caccia. Otto capitoli dedicati a tutti gli argomenti in tema: dai giochi con oggetti da riportare e con la palla, a una serie completa di esercizi atletici. Il lettore potrà trovare un capitolo dedicato ai cani più indolenti, uno ai cani che si divertono a imitare i gesti del padrone e uno a quelli che semplicemente adorano essere sempre in movimento. Una tavola riassuntiva organizzata in maniera schematica aiuterà a scegliere i giochi appropriati al proprio cane e un utile compendio di trucchetti servirà a evitare che diventi troppo insistente nel richiedere attenzioni.

Dainty Suellen
50 giochi con il tuo cane
Collana: CRAZY BOOK
Numero di pagine: 130
PREZZO: € 9,90

Martedì, Giugno 23, 2009

Ma perchè?

takr-192_683994e.jpg Metti un pastore tedesco che si è particolarmente distinto nelle fasi concitate dei soccorsi alle vittime dell’attentato alle Twin Towers del settembre 2001. Metti che Trakr, questo il nome del cane, se ne è andato un paio di mesi fa, lasciando il suo padrone James Symington senza un caro amico e un valido collaboratore. Metti che mister Symington sia uno facile alle nostalgie e metti pure che ci sia un laboratorio (la BioArts) specializzato nel clonare animali alla modica cifra di 100mila dollari ad esemplare. Metti che mister Symington sia un tipo veramente nostalgico, così nostalgico che quando ha saputo della possibilità di clonare il suo Trakr, per stare largo, se ne è fatti clonare cinque. Metti che la BioArts una pubblicità così l’avrebbe pagata ben più di 500mila verdoni e che ha volentieri accolto la richiesta di mister Symington senza fargli pagare nemmeno un cent. Metti che tutto questo ci sembra sinceramente una follia, non sembrerà strano che da queste parti, dopo aver letto la notizia, a uno gli venga da chiedersi: ma perchè?

Il discreto fascino del canile

brillo.gif Una volta si diceva che se un cane mordeva un uomo non era una notizia. Lo diventava se era l’uomo a mordere il cane, ribaltando la situazione e offrendo un paradosso ambito da qualsiasi cronista alla ricerca di spunti originali. La storia di Brillo, in questo senso è quasi esemplare. Non perchè sia stato preso a morsi da un umano, ma perchè a modo suo, ha sconfessato clamorosamente un clichè che tutti diamo per assodato. Quale? Brillo, finito in un canile dalle parti di Montecatini dopo un lungo periodo di randagismo, aveva finalmente trovato un padrone. Uno ben disposto ad offrirgli tutto ciò che una vita raminga gli aveva sempre negato: un riparo, l’affetto e la quotidiana cura che i gestori del canile si prodigano ad assicurare ai loro ospiti temporanei. Passano appena pochi giorni e un bella mattina (se non bella, alquanto strana), davanti al cancello del canile gli operatori si ritrovano Brillo, in paziente attesa di rientrare nella struttura. Fuga da un padrone incapace di accudirlo? Niente di tutto questo. Più semplicemente Brillo, al canile, ci stava come un papa e la prospettiva di cambiare sistemazione (per quanto confortevole) non gli andava evidentemente a genio. Dopo i saluti e le scondinzolate di rito, gli operatori hanno preso il ritorno di Brillo come un complimento al loro lavoro e al canile che gestiscono, così ospitale che i cani lo lasciano di malavoglia! Purtroppo per Brillo, la visita è durta il tempo di avvisare il suo nuovo padrone che è tornato a riprenderselo tra lo stupore e il divertimento generale. Inutile dire che che lo stesso si è impegnato a riportare Brillo dai suoi vecchi amici per qualche visita di cortesia.

Giovedì, Giugno 4, 2009

A prova di morso?

paradenti.jpg Come per i pugili, i boxeurs, ora anche per i cani, non necessariamente dei boxer: lo svizzero Tim Sacri lancia sul mercato il paradenti destinato ai quattrozampe potenzialmente più mordaci (o il cui morso è potenzialmente il più pericoloso). I cani, assicura l’inventore, non lo trovano per niente scomodo e la sicurezza, garantisce ancora, è pari a quella della museruola. Ora bisogna capire se il paradenti per cani è uno strumento per restituire dignità agli animali, risparmiando loro di ritrovarsi il muso serrato dal tradizionale congeno anti-morso, se si tratta solo di un escamotage estetico ad uso e consumo del padrone o se, infine, è l’ennesimo gadget col quale spillare un po’ di soldi ai propretiari di cani. Magari tutti e tre. Magari il cane lo trova comodissimo. Magari no. L’unico dubbio è su come e chi, ad esempio, deve prendersi il delicato incarico di mettere un paradenti ad un rottweiler. Facile immaginare come potrebbe esprimere la sua contrarietà proprio mentre il malcapitato traffica attorno alle sue fauci per sistemargli, a protezione delle zanne, questo nuovo articolo commercializzato dallo svizzero Tim Sacri

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